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mercoledì 19 maggio 2021

Love and Monsters di Micheal Matthews

 La regola d'oro dei cinefili è la seguente: film decisamente ben fatto, ma con tendenze a rappresentare gli esseri umani come animali sociali, che traggono forza dalle relazioni e dal sostenersi a vicenda, cazzata buonista. Come tutti i film che, orrore degli orrori, mettono in scena i temutissimi buoni sentimenti. Opera demmerda ma che fa tanto cinema della crudeltà, con tanto di conformistico "fa tutto schito", capolavoro.

Già mi immagino cosa possano mai dire o pensare di codesto buonissimo film. 

Per quanto mi riguarda amo il genere post apocalittico. Offre la possibilità di creare un nuovo mondo, una nuova società, e hai a disposizione un numero infinito di nemici da inventare. Che siano zombi, bande di punk cannibali,  o semplicemente l'aria radioattiva dopo lo scoppio della bomba. Tante storie, che si assomigliano come capita quando affronti il genere. Ritorniamo di nuovo al discorso del come. Io non credo nell'originalità a tutti i costi, ancor meno a dover sovvertire le regole  solo per far veder a tutti quanto siamo ribelli. Puoi fare pessimi film anche con un ottimo messaggio o con idee innovative. Credo e sostengo il caro, vecchio cinema fatto di personaggi, storia, atte anche a farti passare un buon pomeriggio domenicale. senza per forza dichiarare guerre al mondo.
Anche perché molte pellicole, apparentemente facili  e di poca sostanza, riescono a dire o mostrare cose che in altri lidi mancano del tutto. E non per un discorso estetico/artistico, ma per inerzia, perché fa figo e non impegna far il poser del cinismo un tanto al chilo.  Love and Monsters racconta di uno sparuto gruppo di sopravvissuti, noi esseri umani, dopo che la distruzione di un asteroide, per mano degli eserciti, ha causato mutazioni a diversi animali, sopratutto a sangue freddo, creando insetti giganti e altre simpatiche bestiole modificate e tanto affamate.

Tuttavia anche nel buio e nella disperazione dell'apocalisse, l'uomo ama e pensa all'amore della sua vita.

Come fa il giovane e un po' goffo, Joel Dawson. Il ragazzo è l'unico a non aver con sé la propria amata, nella colonia in cui vive, intrappolato sotto terra (perché insetti e bestie varie si sono impadronite delle zone all'aria aperta), si sente sottovalutato e non apprezzato da tutti, perché non è affatto portato per combattere. Da un po' di tempo ha ripreso a sentirsi tramite  messaggi via radio, con il suo primo e unico amore, Ameee. Sono passati sette anni, ma lui l'ama ancora tantissimo. Convinto di essere ricambiato dalla fanciulla.


Per questo, nonostante gli altri gli dicano di non farlo, egli parte per un lungo viaggio da costa a costa per rivedere il suo amore.

Possiamo considerare Love and Monsters, un film sentimentale perché affronta il tema dell'amore in tutte le sue varianti. O quasi. Il cane che non vuole separarsi dal brandello di vestito appartenente  alla sua padrona,  l'uomo che ha perso un figlio e prende con sé una giovanissima orfana, persino un androide,  compassionevole nei confronti degli umani. Non è strillato, non ha bisogno del crescendo orchestrale o di rallenty. Perché non ha nulla di epico, eroico, siamo solo noi.

Noi esseri umani che abbiamo il coraggio e la forza di essere umani. Nonostante la nostra sia una società che celebra l'infelicità, la discordia, l'odio verso il debole, non possiamo far a meno di pensare all'amore della nostra vita, ai nostri animali domestici e al loro affetto, alle relazioni famigliari. Si potrà dire che sia banale e scontato, ma certo! Nondimeno anche i discorsi cinici, spesso accompagnati da un uso improprio dell'ironia - la pretesa di far ridere è la scappatoia dei vigliacchi. Così io butto il sasso e nascondo la mano- o una visione a tutti costi negativa, perché ci fa comodo pensare che noi esseri umani facciamo pena e schifo, e non fidarti di nessuno, bla bla bla.

 In realtà penso che siamo sinceri sia quando ci lasciamo travolgere da rabbia e odio, sia quando invece diamo libero sfogo alla nostra gentilezza, generosità.  bontà. Ecco questo film ha fatto una scelta per nulla scontata. Molti sono i post apocalittici che mostrano il peggio delle persone, con la scusa che non ci sono regole diamo sfogo al peggio del peggio, ma qui si va controtendenza.  L'umanità vuole vivere e per farlo deve convivere, cooperare, sostenersi. Non manca il cattivo fetente di turno, ma appunto è una parte minoritaria, il vero problema è la paura, la diffidenza, l'abbandonarsi alla solitudine. 

Inoltre fa un bellissimo discorso sulla differenza tra ciò che ricordiamo e la vita che scorre, che va avanti. Sono proprio le piccole cose sparse lungo una pellicola di puro intrattenimento, che la rendono piacevole e a tratti anche commovente.  Le frasi di supporto che non ti aspetti, il coraggio di agire, la voglia di vivere che batte ogni ostacolo. Che ci sono, non sono bazzecole, ma non devono essere il pretesto per arrendersi. Ed è questo perfetto equilibrio tra malinconia, dolore,  e ricerca di una possibile, futura felicità, che rende la pellicola assolutamente apprezzabile e da vedere.


Anche solo per gli occhi dolci del granchio gigante!

venerdì 14 maggio 2021

TRAGCA NOTTE AL BOWLING di David DeCoteau

 Un purissimo, cafonissimo esempio di horror/b movie anni 80. Non vi è traccia alcuna di critica sociale, vietato prendersi sul serio, la pellicola avanza in bilico tra la commedia vagamente erotica di ambiente scolastico, i tanti nipotini arrapati e sfigati di Porky's,  e l'horror, portando sullo schermo lo spassosissimo personaggio di The Imp, un logorroico demone che ha il potere di esaudire i desideri delle persone, ma a carissimo prezzo.

Vi è da dire che a un certo punto si abbandona per strada la storia dei desideri e si punta su alcune ragazze trasformate in demoni a caccia di vittime. 

Il film narra la storia di tre giovani amici che trascorrono una serata noiosa a casa di uno di loro. Bevono birra, leggono riviste porno, guardano scadenti horror. Dopo una raffinata chiacchierata sulle ragazze decidono di recarsi nella casa di una confraternita femminile, al fin di spiare le ragazze sottoposte ai sadici giochi inflitti per poter far parte delle Triple D.  Ovviamente vengono scoperti e costretti a intrufolarsi nel bowling e rubare un trofeo. I tre ragazzi e le due ragazze arrivati a destinazione fanno la conoscenza con Spider, una giovane ladra dai modi spicci. Per caso si lasceranno cascare dalle mani un trofeo, liberando un demone di nome The Imp. Costui, come si vanta egli stesso, è un demone di bassa lega, loquace, ironico, ma bastardo come pochi. Da quel momento per i poveri ragazzi le cose si metteranno malissimo.

David DeCoteau è uno dei tanti registi lanciati da Roger Corman. Ha diretto moltissimi film,  un paio di serie tv e tanti film per la televisione. Le sue opere sono quasi tutte uscite direttamente per il video. Erotismo, un po' di violenza, umorismo non proprio raffinato, questi sono gli elementi delle sue opere. Non un cinema di qualità, che rivendica ad alta voce, come un Renè Ferretti qualsiasi, che "la qualità ha rotto i coglioni", per cui donnine discinte, maschi eccitati e cretini, il tutto in sospeso tra commedia di grana grossa e omaggi al cinema horror da drive in.  Regista, produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia e, occasionalmente, attore.   Potremmo definire i suoi film spazzatura? Certo, di quelli visti non ho ricordi piacevoli, ma devo ammettere che questo non è affatto male.
Il tono leggero non è fastidioso, anzi sembra- senza volerlo- come una sorta di riflessione ironica sul genere. Basti pensare, ad esempio, come i ragazzi non siano per nulla spaventati durante il primo incontro con il loquace demone. Non mancano momenti di puro orrore, di impatto violento anche se non si vede nulla, per via di un budget ridicolo.  Tuttavia il film è simpatico, cattura l'attenzione dello spettatore e la brevissima durata, poco meno di un'ora, lo rende sostenibile. 

L'opera si avvale della presenza della celeberrima Scream Queen, Linnea Quigley, una leggenda vivente per il genere horror e affini.  Attrice, musicista e cantante- ha fondato due band punk rock al femminile-  è una vera e propria icona per tutti gli amanti del cinema di mostri e demoni.  In questa pellicola interpreta l'eroina che darà filo da torcere al demone. Spider è un bel personaggio. Una ladruncola, scaltra, capace di uscire da qualsiasi guaio. È lei a difendere e prendersi cura del povero occhialuto Calvin, the final occhialuto, e ad innamorarsene. Al tempo penso che molti ragazzini con occhiali e complessi di varia natura, abbiano pensato di recarsi di notte nei bowling, sai mai chi potresti incontrare.


In realtà questa pellicola riunisce tre celebri reginette del genere horror, e all'occasione pellicole softcore o commedie demenziali, tra queste anche Michelle Bauer. Dopo un inizio carriera nel mondo del cinema a luci rosse, costei passa a interpretare diversi horror  e pellicole softcore.  Tra questi Evil Toons, la Tomba, non quella di Mattei, e Hollywood Chainsaw Hookers,  A completare questa pellicola troviamo anche Brinkie Stevens, anche lei nota per aver girato diversi horror a basso budget. Rispetto alle sue colleghe prima di far cinema era una biologa marina, oltre che come attrice è anche una scrittrice.


Un film che punta, quindi, sul cast femminile, abbastanza noto al pubblico di appassionati, che saranno accorsi a vedersi il film in casa degli amici per godere della presenza delle loro beniamine.  In ogni caso, la pellicola è divertente, spigliata, ci regala dei personaggi comunque non proprio scritti coi piedi, in modo particolare il cattivissimo The Imp e Spider.. Un tuffo nel cinema più povero, disastroso, rozzo, orgogliosamente sciocco, eppure non ci si sente presi in giro e non si piange sangue dagli occhi per l'eccessiva bruttezza o stupidità dell'opera.

Lo trovate su Youtube.


martedì 11 maggio 2021

C.H.U.D. di Douglas Cheek

A New York alcune persone scompaiono. Creature deformi escono dai tombini delle fogne rapendo ignari cittadini, per poi divorarli vivi . Un fotografo, che è attento a immortalare la vita dei senzatetto, la sua fidanzata, uniti a un detective- che per colpa dei misteriosi cannibali ha perso la moglie- e uno strano individuo, chiamato Il Reverendo, che si occupa di sfamare i clochard, indagano per scoprire la causa di questi delitti.


Film che è diventato ben presto un cult per gli amanti del genere, C.H.U.D. è diretto da un tizio che ha lavorato principalmente come montatore di documentari, dirigendo tre film- questo è il secondo- vincendo premi importanti del settore, grazie a una ottima sceneggiatura ad opera dello scrittore Parnell Hall (uno che ha scritto molti libri nessuno tradotto da noi, quanto pare)e a un buon cast, in cui mi piace segnalare Daniel Stern per via del personaggio del Reverendo, un ex delinquente che ora si occupa di sfamare i poveri e i dimenticati. 

L'opera riesce in pieno clima reaganiano, a creare una narrativa sovversiva e critica sul sistema economico e capitalista americano. In fin dei conti fino a quando scompaiono gli ultimi, non interessa a nessuno, le cose cambiano quando vengono aggrediti cittadini rispettabili. Seppure le autorità fanno di tutto per evitare che la notizia trapeli e mettono i bastoni fra le ruote al rude, ma sagace, detective Bosch. Colpevoli di questi omicidi sono dei mutanti cannibali, mostri una volta forse umani, prodotti per via di una grossa quantità di rifiuti radioattivi versati nelle fogne, per risparmiare.

Lo scontro dei nostri eroi è proprio contro questi uomini d'affari, che non ci pensano troppo a inquinare la città e a metter in pericolo la vita delle persone. Basta risparmiare o guadagnare. Tutto qui.


Il film ha anche alcuni brevi momenti abbastanza gore, ma si regge sopratutto sulla tensione dei possibili attacchi da parte dei mostri e grazie a dei personaggi scritti davvero bene, in quanto- anche se ripetono degli stereotipi e non rivoluzionano quasi nulla- sono scritti con partecipazione umana, ci affezioniamo a loro, per via anche del fatto che le relazioni d'amore (il fotografo e la modella) o di amicizia ( Bosch e il Reverendo) sono ben descritte. Sincere, concrete, vere.  Inoltre l'opera mescola bene una certa denuncia allora anche di moda (la paura di una guerra nucleare ha generato diverse pellicole durante gli anni ottanta) con momenti puramente horror (il sangue che spruzza dalla doccia e il lungo assedio in casa da parte dei mostri ai danni della modella) che reggono ancora oggi. 

Ve lo consiglio. Si trova completo- con parti recitate in lingua originale- su youtube.

martedì 6 aprile 2021

The Monster di Bryan Bertino

 Sovente un buon film (o un buon libro) non pongono le loro basi su storie complesse, complicate, ma su semplici idee e uno spazio, un luogo, d'azione ben definito.

In particolare nel cinema assistere a una storia in cui i protagonisti siano bloccati in un determinato luogo, non potendo darsela a gambe, è un buon mezzo per creare tensione. Oltre che risparmiare in location e trasporti, immagino.


The Monster è il quarto film del regista/sceneggiatore/produttore Bryan Bertino. Costui ha esordito con una pellicola molto apprezzata dai fans del genere horror- in particolare del sotto genere home invasion- mi riferisco a The Strangers, a me non è garbato molto a esser sincero, e l'anno scorso ha diretto The Dark and The Wicked, opera molto apprezzata, almeno leggendo le recensioni sui blog di maggior peso per quanto riguarda il cinema horror.

Di nuovo ci troviamo a parlar di famiglie o coppie, di come un avvenimento banale scateni l'orrore e di come, per superarlo, si debba ricorrere al sacrificio e a un battesimo di violenza e sangue.. Questa volta invece di una coppia che si è appena conosciuta, troviamo una madre e una figlia in viaggio verso la casa dell'ex marito.


Kathy e Lizzy sono una madre e una figlia che vivono un rapporto a dir poco conflittuale. Kathy ha problemi di alcol, non ha pazienza con la bambina, si circonda di pessimi uomini,  è un disastro senza gloria. Lizzy, come purtroppo spesso capita nella realtà, sacrifica la sua età, la gioia dell'infanzia, prendendosi cura della madre, vivendo un complicato e malsano rapporto di amore/odio. 

Bertino ci mostra con veloci flashback i loro scontri, la mancanza di comunicazione, i fallimenti. Piccole scene di grande impatto, anche se la regia tende a quel modo di filmare molto indie, distaccato e vabbè, non mi garba. Tuttavia la storia è molto interessante e i personaggi sono scritti davvero molto bene, riuscendo a riempire tutto il film, che di fatto è molto scarno ed essenziale.


Essere scarni ed essenziali non è un difetto. Ricordate le cose funzionano bene quando riesci a spiegarle in una o pochissime frasi. Quello che succede con questo film.

Una madre e una figlia rimangono bloccate in mezzo a una strada abbandonata dal grosso del traffico, in balìa di una mostruosa creatura. Tutto qui.  

Una lunga notte di terrore in cui le due protagoniste passeranno dal terrore per qualcosa che immaginano, alla certezza che quella creatura esista e voglia cibarsi di loro.  L'unità di spazio e tempo è ben tenuta dal regista, certo forse alcuni potranno lamentarsi della lentezza di codesta opera, una critica legittima, ma penso che sia anche parte dell'atmosfera. Ti porta in quella strada, al buio, sotto la pioggia, con il bosco intorno che crea suggestioni, percezioni, terrore, in quanto noi esseri umani senza i vantaggi della civiltà- una strada molto frequentata, la luce elettrica che illumina ogni cosa- ritorniamo ad essere piccini e spaventati di fronte all'ignoto.


I flashback servono per farci empatizzare con Kathy e Lizzy, provar pena per il loro rapporto e il pericolo in  cui si sono cacciate. Sicuramente funziona per molti, ma io- come esattamente per The Strangers- ho un po' faticato a provar qualcosa per loro.  Un mio limite, ne sono certo. Visto che Bertino si impegna a dar sostanza ai personaggi e al loro rapporto. In fin dei conti sono due vittime che si trovano a dover affrontare l'incarnazione di tutto il male, la disperazione, la rabbia, che hanno covato e si sono donate in tutti i loro anni di convivenza infelice.  Per questo il pupazzo che Lizzy si porta a dietro è importante. Simboleggia la sua infanzia, il suo disperato bisogno di esser felice, di esser bambina. In un certo senso lei è un personaggio che mi sento di sostenere, molto meno - ma davvero molto- la madre.

Potremmo leggere la pellicola come una sorta di romanzo di formazione, o come si suol dire "coming of age" in cui una bambina che ha vissuto sempre nel terrore, diventa adulta affrontandolo. Seppur tutto questo avvenga, a mio avviso, un po' forzato e distaccato, senza un senso dell'epica e del coinvolgimento emozionale, scelta coerente all'interno della pellicola.


L'opera funziona molto bene nella parte prettamente horror. Crea una vera tensione, una voglia di scoprire l'esistenza e le fattezze di questa creatura, nella prima parte, per poi metterla in campo e farle fare una buona carneficina. Ho apprezzato molto il fatto che il mostro sia interpretato da un attore che indossa un costume, rende i suoi attacchi, la sua presenza, il suo confronto con le protagoniste, più crudo, duro, violento.  Infine devo davvero far i complimenti alle due attrici Zoe Kazan ed Ellen Ballantine, molto credibili ed affiatate.

The Monster è un buon film di genere horror che ha dalla sua la capacità di creare tensione e due personaggi molto ben scritti. Qualora un certo film dell'orrore con tendenze più indie e d'autore vi dovesse garbare, codesta opera è fatta proprio per voi.

lunedì 22 agosto 2016

10 COVERFIELD LANE di DAN TRACHTENBERG

Partiamo subito con una constatazione, che però è anche una regola, anzi: un consiglio per salvarvi la vita. Non importa che tu stia giocando a bowling,godendoti la palude del sud dialogando con il fantasma di un generale sudista, nemmeno che stia arrivando la fine del mondo, non importa. Tu appena vedi John Goodman, scappa cazzo! E fallo ora, fallo in fretta. Poi è anche vero che sai, talora è persino puccioso, forse questo è il caso? Non te lo dico!
10 Coverfield Lane, è un buon film di quelli che fa sempre piacere citare, di tanto in tanto, di quelli che sanno tener alta la tensione, di quelli che fanno cinema pur usando tre-dicasi- tre attori e poche scenografie, pochi spazi. Perché ? Sceneggiatura, immagino. Poi ottimi attori, o quanto meno in grado di saper gestire la continua presenza in scena, e una regia che usa tutti i mezzi per fare cinema. No, non è inno al pauperismo di quelli che ti dicono: " Con poche lire, noi italiani.." facevamo cazzate, ecco cosa facevamo con tre lire. Prodotti che crollano di fronte alla produzione americana e spesso anche europea.
Codesta pellicola non cerca quindi una strada facile per spaventare, ma ci inchioda in un bunker con tre persone, e cosa succede sopra?



Perché un conto è mostrare l'apocalisse: ci sono i morti viventi, gli alieni, i cinesi, quello che vuoi tu. Li vedi, e poi c'è sempre l'eroe o eroina di turno, uno su cui puoi contare.
Ma se sei chiuso/a, in un posto bloccato e isolato, in compagnia di un tizio che non pare proprio lucido. Ecco? Che fare? A chi credere? Come comportarsi? D'altronde la paura è un ottimo sistema di allarme, ma talora esagera e anche tanto.
Forse quei tizi che tanto prendiamo in giro per le loro sgangherate teorie complottiste, vedi che hanno ragione, ma questo ce li rende meno pericolosi?
Su questa linea si muove il film. Fidarci o no di Howard? Il personaggio di Goodman
Prima ho scritto che il film è dotato di un'ottima sceneggiatura, forse esagero, l'ultima parte nel pre-finale, quando si scopre la natura della minaccia, si sbanda in quel rambismo in salsa femminile un po' alla cavolo. Però non inficia la struttura più di tanto, perché prima c'è stato un signor film in grado di dar vita a tre personaggi non banali, seppur legati al genere. Rimane sottile la malinconia di un biglietto per un bus che forse ti avrebbe dato una vita diversa, che tu hai voluto perdere. Per paura, perchè cambiare fa paura. Meglio la mediocrità, meglio una vita e una morte piccola, senza gloria, senza nulla.
In fin dei conti gli attori qui sono fondamentali. Perchè non hanno effetti speciali, che non siano la loro espressività e capacità di farti sentire in quel bunker, con loro.  La sapienza della scrittura ,invece, si palesa nel dar indizi, piccole cose, ma preziose. Sicché l'opera è anche in parte più raffinata delle altre pellicole del genere.
Cosa c'entra con Coverfield? Quel bellissimo film che tanto mi garba? Diciamo che molti dicono abbia degli agganci, come se fosse un'altra storia, ambientata in un altro contesto, durante lo stesso attacco. Però a me non interessa che sia sequel, reboot, spin off, quel cazzo che è . Dico solo che si tratta di una pellicola riuscita, tesa e avvincente. Con un immenso John Goodman

mercoledì 16 ottobre 2013

IL MOSTRO DELL'OBITORIO di J.AUGUIRRE

In un paesino imprecisato vive , reietto e schernito da tutti,il gobbo Gothan. La sua tristissima esistenza è resa migliore solo dalla sua affettuosa amicizia con una ragazza malata terminale che si trova ricoverata nell'ospedale dove lavora l'uomo.
Egli infatti si occupa di effettuare le autopsie dei cadaveri oppure è solo un semplice aiutante.non lo sappiamo,ma teniamo ben presente che nei b movie di questo tipo regna il : perchè si.




In ogni caso: la ragazza muore. Il gobbo così perde l'unica persona che si era mostrata umana e gentile con lui, perde la testa ed accetta di lavorare per un certo dottor Horla che sta conducendo esperimenti sulla costruzione di vita artificiale. .Il quale illude il povero Gothan promettendo ad egli che la sua amata tornerà in vita e lo amerà per sempre.
 Le cose non andranno proprio così e alla fine una vasca di acido avrà pietà del povero Gothan,del mostro di sti cazzi inventato da Horla e ciao il film è finito.



Non male come prodotto  di mero consumo , il film in questione è un miscuglio dal sapore forte e speziato di vari generi: melodramma, mad doctor, un po' di splatter , (o spatters come scrive un nostro vecchio conoscente), riuscendo comunque nel catturare l'interesse dello spettatore e facendoti tifare il povero gobbo Gothan, arrivando quasi a perdonare le sue azioni criminali e crudeltà. Il vero colpevole è una società feroce contro le diversità, che annulla ogni tipo di conoscenza e approfondimento dei rapporti con chi non fa paret del suo gruppo sociale o di ceto. I bambini che prendono a sassate Gothan,i dottori che lo deridono, le donne che lo respingono sono alla base dei suoi delitti,ma l'affetto della giovane malata o della procace dottoressa ci mostrano una persona meritevole di ogni bene e anche il finale quando si ribella al dottore e si uccide gettandosi nell'acido con il mostro creato da Horla , un minimo di commozione possono crearla e donarla.
Vecchia pellicola quanto tempo è passato,quanti ricordi fai rivivere tu! Così potremmo definire questo film di 40 anni fa.
Goffo,ingenuo,maldestro in alcuni punti,eppure umanissimo grazie alla grandissima prova di Paul Naschy attore molto noto nel settore ,che offre una interpretazione davvero memorabile. Un personaggio che seppure faccia parte di stereotipi è un assassino sadico e un uomo solo ,innamorato ,fragile.


Molto buone le scene di omicidio con frattaglie ben in vista, decapitazioni e altro. Un film che dura poco e compie bene la sua azione: farci appassionare alla sorte , già segnata,del protagonista e arrivare alla fine piacevolmente soddisfatti

Dai,dai,tutti sul mulo a scaricarlo o in edicola: 8.90 cult horror ^_^



martedì 6 agosto 2013

THE DESCENT di NEIL MARSHALL

Dopo aver girato un film prettamente maschile, ( Dog Soldier),il nostro caro amico Neil decide di girare un film basato su personaggi femminili. Gli pare una buona idea , solo...Cosa fare poi?Dove ambientare la storia? Pensa che per l'orrore il buio è fondamentale, (vero che hanno girato capolavori sotto la luce del sole,ma sono episodi e a noi piace la tradizione e le sue regole,più che le eccezioni), quindi ora ha le donne e il buio,ma prima o poi la luce dovrà pur arrivare no?No!
Perchè ora ha ben chiaro in mente dove ambienterà quella cazzo di storia: in una grotta! Nelle profondità della terrà,dove le donne saranno completamente sole.






Spesso si dice, e lo dicono le donne, che noi uomini non sappiamo scrivere personaggi femminili. In parte è vero,ma dipende anche a chi e a cosa ti riferisci o riferisca. Perchè da una parte ci sono i mestieranti e yes man dei produttori che fanno i compitini per racimolare danaro dalle tasche dei bifolchi, (spesso uomini pelati ,categoria da studiare eh. Poi ora che portano gli occhiali da sole,maddo..),e sono i nomi a noi noti . Dall'altra abbiamo gente che prende il genere sul serio. Perchè lo ama, perchè pensa che sia una cosa fantastica e vuole veramente dividere con te qualcosa di pauroso e magico. Non ti tratta come un coglione da fregare e quindi vai di tette e frattaglie,ma come un suo amico o una persona che merita una bella storia e dei personaggi che un po' ti piacciano, (BEEEEETHHH!!!! Ma perchè sei morta! :(      ), quindi più che uomini incapaci di descrivere personaggi femminili, parlerei dell'industria di merda, del cinema mero prodotto da vendere,della soffocante legge del profitto immediato che porta a un drastico abbassamento di esperimenti di regia,alla mera professionalità da scolaretto,alla merda assoluta che è diventato un certo cinema popolare,sopratutto americano.
Per fortuna in Europa e nel resto del mondo il genere horror e affini si difendono piuttosto bene.

I punti di riferimento per questa pellicola sono tre film che io definirei classici: Shining, Alien, Un tranquillo week end di paura.
Questo ultimo anche se non è proprio un horror è considerato sia da me e da Marshall, contento che la pensi come me, uno dei film più spaventosi mai girati,perchè mostra la piccolezza dell'essere umano nei confronti della natura e della follia.
La troupe non si muove dal Regno Unito, nonostante il film sia ambientato nei monti Apalachi in America. Composto da sei set che smontati e rimontati diventano altro rispetto all'origine,per via di un budget non molto alto. Non essendo italiani, però, non noterete tutto il naif,il raccogliticcio,che tanto fa cinema di genere italico, il peggiore se paragonato a quello delle altre nazioni, nonostante revisionisti e altro. Ah, no dimenticavo i film della Asylum ^_^

Professionalità e divertimento sul set non sono mancati, dicono che Marshall abbia questo di buono che sa tenere un set senza deliri e strepiti e con una sana atmosfera di divertimento,ma anche di duro lavoro.
Duro lavoro affidato alle maestranze che sono da sempre le ossa del cinema, questa gente che non diventerà mai famosa,precaria, quasi invisibile , questi operai dell'immagine meritano sempre il massimo rispetto. Sono loro con le loro mani che ci fanno spaventare,divertire,innamorare, di un film
Perchè al cinema le cose devono sembrare vere. Quindi il massimo terrore deriva dal massimo realismo,altro che a fanculo il realismo,slogan che nemmeno alle elementari,ma vabbè..Io e voi abbiamo le idee chiare su cosa sia un grande film del terrore e quindi sappiamo quanto sia fondamentale aver un realismo forte alle spalle. Qui abbiamo le montagne,le gallerie,le grotte, sei donne che si scoprono intrappolate. Funzionerebbe benissimo anche senza mostri e poi in tutto questo ambiente reale ,eccoli arrivare : gli omini della caverna.
E per te tutto questo è normale. Perchè no? Ti dici. Questo vuol dire che il film funziona.



Sara ha due amiche meravigliose, almeno nell'ottica femminile eh, che sono Juno e "ma perchè sei morta cazzo" Beth. Le vediamo allegre mentre fanno raf..rafk..insomma scendono su..bè guarda le immagini e capirai sono su un fiume e scendono ad alta velocità in balia delle acque, (non pensate nemmeno un secondo di farmi fare questa cosa,anzi questo è proprio il film vincitore del premio NON PENSARE NEMMENO UN SECONDO DI FARMI FARE QUESTA COSA), poi la donna si allontana con il marito e la figlia.
In viaggio alla donna pare che l'uomo sia un po' distratto,ma non ci fa tanto caso. Poi l'incidente. Una scena drammatica,veloce,potente.
La povera Sara, unica sopravvissuta, è convinta da "ma perchè ti hanno fatto morire" Beth a rivedere la loro amica Juno ed altre ragazze per una simpatica rimpatriata e un 'escursione in una delle tante caverne del luogo.
Ora molti hanno criticato il tempo che Marshall dedica all'incontro tra le donne,e questo ti fa capire come il livello di attenzione,sopportazione,immedesimazione,sia notevolmente abbassato in questi tempi. Per me invece quei minuti sono fondamentali,perchè vediamo delle persone,delle donne,come tante che conosciamo e quindi poi sai che dolore quando muoiono. Una in particolare, l'ho già scritto? Beeeth!

Per troppa spericolatezza le donne però si perderanno nel buio e completamente isolate. Tra i tanti problemi scopriranno di averne uno grossissimo:arrivano delle creature che abitano da secoli in quel posto e che si considerano attaccate dal gruppo di amiche. Per non parlare del piccolo particolare che sono cannibali eh.
Assistiamo così alla fuga dall'attacco dei mostri,ma anche alla rottura interna nel gruppo. Che farà retrocedere le donne a selvagge. Durante tutta la pellicola,ma questo succede sempre, io lancio tante madonne molotov contro Juno personaggio che detesto profondamente.
Perchè credo che non esista niente di peggiore che fare sesso con la donna di un amico o l'uomo di un amica. Questa mia regola vale per tutti i sessi e anche per il movimento glbt eh,non cercate di fare i furbi ^_^
Oltretutto mi ferisce gravemente Beth e l'abbandona,capirai che alla fine quando Sara la colpisce con il piccone gode alla grande. Peraltro scena memorabile , di una tensione assoluta,giocata sugli sguardi e le espressioni delle attrici,davvero grande momento
Fa effetto però? Prima ti  torturo,ti ammazzo,ti insulto,ci meniamo, e poi finita la scena: si ride.


Io reputo questo film un capolavoro. Uno degli horror migliori di questi ultimi tempi. Tanto bello che i soliti americani hanno preteso da Marshall tagli e modifiche di montaggio,ma la versione originale ,quella arrivata da noi pare sia la più amata anche in america. Esiste un seguito che ho evitato come la peste. Inaccettabile

Appena ho un po' di soldi vorrei girare la mia versione in italia,con le mie amiche di blog come protagoniste , ( una che mi sta aiutando in questo momento sarà l'eroina, l'altra che elogia harlin e critica il mio lars,si tenga pronta che la picconata arriva : -)    )

e voi guardate e imparate :questo è cinema

mercoledì 20 marzo 2013

GRABBERS di JON WRIGHT

Deve essere una specie di ..cosa..Sai..Magia! Ecco una fottutissima magia o qualcosa del genere. Cioè nasci in Inghilterra e zone limitrofe.Va bene, preferisco Mosca o Pyongyang,va ben anche quell'isola con la vecchia nonna e la sua famiglia ,bè la regina ..Comunque ,dico, nasci lì.E come tutti i bambini avrai un cognome,ecco...Guarda si veloce , piccolo, prendi quel cazzo di Wright e scappa veloce .Vai , vai,vai! Non lo sai, ma sarà fondamentale per la tua vita!
Ah, vuoi sapere perchè? Te lo dico: diventerai un grande regista. Non è poco,non credi?Si,si dai un'occhiata please! Edgar Wright, dico :Shaun of the dead e Hot Fuzz, e non è solo..Vogliamo dire Joe Wright?Espiazione,Hanna, Anna Karenina. E poi questo Jon.
Cosa ha fatto di così grande e importante questo Jon?Un godibilissimo film horror,sci fi,commedia .Gestire tre generi usando la giusta dose non  è facile, io tremo solo a cosa potrebbero fare gli americani con una storia simile. Cioè hai presente Piranha 3dd?Mi viene il vomito ancora oggi a pensar che razza di...Lassa perde va!
Quindi immagino che ora debba scrivere qualcosa circa la trama e insomma tutte quelle cose lì. Si..Ma prima due cose
1)Non credere mai a quella gente che ti dice di non fidarti mai di nessuno. Se così fosse io mi sarei perso tanti bellissimi film,come questa pellicola. Ma tre bloggers che leggo spesso e volentieri ne han parlato bene e  quindi mi hanno incuriosito,risultato?Ho scoperto un piccolo e gradevolissimo gioiellino.
Si,è vero che han scritto benissimo anche di American Horro Story Asylum,ma io non porto rancore...al massimo spariranno le gomme delle loro macchine.

2)Lisa Nolan,e quindi Ruth Bradley...Oh,signore ho visto l'amore eh!Quella bellezza che poi piace a me:normale,reale,una di quelle donne che puoi anche incontrare nella tua vita da giornalaio in un ex quartiere decente,capito?Impossibile non provare simpatia,affetto,verso una così.


E ora cominciamo a raccontare il flm. Visto il finale aperto sulle uova del mostro,magari gireranno un seguito.Sarebbe figo!
Erin è un minuscola isola al largo dell'Irlanda. Uno di quei posti dove non capita mai nulla di strano, dove tutti si conoscono,tranquillo. Forse anche troppo se hai pensieri negativi in testa e cosa fai quando loro vengono a organizzare un party dal titolo:Mo ti rovino la vita?Bevi.Questo fa l'agente O'Shea e fanno i suoi amici.
Un bel posticino comunque, puoi fidarti della gente e non credo vi siano in giro tanti matti o che...
Un giorno da Dublino arriva una giovane poliziotta : Lisa Nolan. Giusto che sappiate cari miei lettori :rimarrete catturati dalla sua pulcretudine, bellezza per chi non è sufficientemente scolarizzato.
Davvero incantevole,capite?Ella è la classica donna ligia al dovere,quelle che insomma tu dici :cammina con una scopa su per il culo,ecco. Sai...Rigida.Fa coppia con quel mr drunk again di O'Shea. Si trova ad Erin perchè il locale capo della polizia parte per 15 giorni di vacanze.
Nella prima parte conosciamo così i nostri personaggi. Notare sono stereotipi clamorosi,assai clamorosi,ma non lo avvertiamo come un problema. Perchè da quelle parti sanno scrivere bene. Arguzia,ironia,divertimento,serietà. Si perchè anche se non mancano le situazioni divertenti non si scade mai nella commedia sbracata,tremo all'idea di divertimento che hanno americani e anche noi italiani eh...Vi spiego dopo perchè.
C'è il vecchio Paddy, un ubriacone locale che vivacchia un po' alla giornata, c'è Smith un giovane scienziato ecologo o roba simile,c'è sopratutto il barista del locale che signori è uguale a Neil Marshall,  ma veramente identico! Quindi come non puoi amare un film simile!
Ci sono anche le brutali morti di tre pescatori,una coppia,e quelle parti sono girate senza ironia.La gente muore. Non si scherza, non tiriamo fuori la battutina stupida per  rendere più sostenibile la situazione. Sono girate benissimo con senso del ritmo,della tensione,senza offendere lo spettatore con nessun trucchetto.Sono classiche e vecchie scene di morte e ammazzamenti.
Questi delitti spingono i due sbirri a indagare e presto scoprono che il tutto è dovuto a delle specie di piovre venute dallo spazio che si nutrono di sangue umano.
Acqua e sangue ,hanno bisogno di questo per vivere..e indovina un po'?Siete su un'isola,non solo...Un'isola dove tra poco pioverà!Che culo.
Però abbiamo la soluzione,raga! Le bestie venute dallo spazio,questi Chtulu venuti dall'universo crepano se succhiano sangue intossicato dal alcol.Quindi?Cazzo..Sbronziamoci!
Così il paese si barrica nel pub e ci danno dentro,sperando di sopravvivere all'attacco dei mostri
Ecco,qui sarebbe facile sbracare con battute e situazioni volgari o volgarissime,invece non succede. Bravissima la mia bella Ruth Bradley a gestire questa parte suscitando simpatia e tenerezza,tanta simpatia e tantissima tenerezza.Bravi regista e sceneggiatore a evitare trappole scontate e a mantenere comunque una certa tensione sempre viva.
Grabbers è un film decisamente riuscito che garantisce un ottimo intrattenimento popolare,buone interpretazione,storia tuttosommato tradizionale e solida e una regia che sa equilibrare i diversi registri insiti nella pellicola.Una buonissima visione.


TRAILER

http://www.youtube.com/watch?v=Tk9U2Djid-A

martedì 22 novembre 2011

IL SERPENTE ALATO di LARRY COHEN

Tra i nomi dei maestri horror americani,penso che un posto lo meriti anche lo sceneggiatore e regista Larry Cohen,autore di un piccolo grande classico come Baby Killer e di altre pellicole perturbanti,(si dice così?),davvero degne di nota.
Come questa pellicola a suo modo "speciale",seppure siamo in pieno cinema di serie b.La storia è tuttosommato semplice: un folle compie dei sacrifici umani in quel di New York per risvegliare un antico dio dei maya o incas che tanto ci son sempre in mezzo alle palle,tanto fa e tanto dice che sto dio incazzoso e affamato arriva in città e si mangia un bel po' di gente.
Del caso si occupano una coppia di sbirri,interpretata da David "Bel modo di crepare"Carradine e Richard "L'unico Shaft sono io"Roundentree- i quali incappano per caso in un pianista folle,nevrotico,che conosce il nascondiglio del mostro,(se ne è servito per far mangiare alcuni delinquenti che lo volevano ammazzare),chiaramente comincia la caccia spietata e la vittoria dei bravi pulotti yankee contro la bestia.
Girato per me molto bene,con alcune scene degne di nota-la pioggia di sangue,gli attacchi del mostro,la scarnificazione di una delle vittime del folle serial killer,la morte del seriel killer-per un film che intrattiene e diverte
Micheal Moriarty è bravissimo,ma il cognome sarà questo?

domenica 2 gennaio 2011

ROMA BENE di CARLO LIZZANI

Sull'importanza del cinema di Carlo Lizzani,penso,non dovremmo soffermarci molto.In quanto è giustamente riconosciuto come massimo maestro dell'impegno politico su celluloide magari travestito appena di genere.
La sua filmografia va recuperata e vista perchè spesso riesce a portare sullo schermo la Storia e le sue dinamiche meglio di tanti altri.
Talora invece si fa prendere da certe imperfezioni che inficiano un po' l'opera nel suo rendimento.
Ora questa pellicola Roma Bene ha dei difetti davvero messi ben in vista,quindi sarebbe facile liquidarlo con un semplice film "sbagliato".In realtà per me nel suo schematismo e furore ideologico trova la forza e una ottima dose di cattiveria per rappresentare quello che alla fine sono i borghesi dell'alta società:inutili teste di cazzo.Come i personaggi di questa pellicola.Riccastri che truffano,rubano,si prostituiscono,ammazzano,complottano,come criminali indegni della pietà umana.Un commissario è testimone di questa decadenza,verso la quale non può nulla.
Un finale bellissimo,spietato e crudele cancellerà gli ignobili personaggi dalla faccia della terra.
Inutile nascondere che io di questo film aspetto e gioisco proprio per la sua conclusione ,una punizione forte e totale contro questi parassiti.Che affogano nel mare delle loro cazzate,delle truffe,della vacuità,abbandonati dai loro "amici" a una morte collettiva e all'abisso profondo e buio come le loro vuote esistenze.
Un film forse troppo sbilanciato nel grottesco,con cadute di tono e stile,ma che nella sostanza è anche un limpidissimo atto di accusa e di condanna ai profittatori borghesi!
Un cast degno di nota:Moschin,Orsini,Caprioli,Lisi,Papas,Fabrizi,ma sopratutto il commissario Manfredi.
Da non perdere Enzo Cannavale poliziotto "veneto"!

martedì 10 marzo 2009

GREMLINS di JOE DANTE

L'impiegato di Hollywood Steven Spielberg è anche da produttore assai presente sul set e cerca in tutti i modi di mettere il suo non stile all'interno di progetti che dovrebbero appartenere ad altri.Ne sa qualcosa Tobe Hooper,addomesticato e rovinato dal regista di Hook,sul set di Poltergeist.
Poteva succedere la stessa cosa anche a Joe Dante,regista di questa pellicola cult negli anni 80.Per fortuna in parte Dante si è salvato
Certo l'ambientazione natalizia da spot televisivo,certi leggeri stuporismi ,certi tentativi assai ruffiani di conquistarsi il pubblico,ma c'è anche un pizzico di anarchia e ironica crudeltà da parte dei mostriciattoli protagonisti che rende il film simpatico e divertente
Non è un capolavoro,non è forse nemmeno un buon film-almeno nel senso comune del termine-ma possiede momenti gustosi e mantiene lo spettatore complice della visione.
La storia arci nota è quella di uno strampalato inventore che regala al figlio uno strano animaletto,avendo evitato di seguire le regole per allevarlo bene ,il ragazzo sarà responsabile dell'invasione di mostriciattoli i quali metteranno la cittadina a ferro e fuoco.

Un tuffo nella nostra infanzia,per questo ci piace questo filmettino!